Scuola di Alpinismo Giovanile

della Provincia di Sondrio

"Luigi Bombardieri-Nicola Martelli"



Il Lupo


Nome scientifico
Canis lupus
Caratteristiche fisiche
Il suo mantello varia a seconda dell’età e delle stagioni. Il tono dominante è bruno o fulvo con delle sfumature più chiare sulla parte mediana della testa, sulle orecchie e sulle zampe, che presentano anche un’evidente striscia scura.
Curiosità
La vista e l’udito sono molto sviluppati. Il fenomenale olfatto gli permette di sentire la presenza di prede anche a grandi distanze.

Il lupo è un Carnivoro antenato del cane domestico. La taglia è infatti quella di un cane di medie dimensioni, di 30-40 Kg, caratterizzato da arti più lunghi, torace possente, testa con fronte più larga e sfuggente, occhi obliqui e orecchie erette. Il mantello sfuma dal beige chiaro della porzione ventrale al beige-rossiccio dei fianchi fino al nerastro della groppa e la coda.


Presente fin dall’inizio del secolo in tutta Italia, esclusa la Sardegna e le altre isole minori, il lupo è scomparso dalle Alpi intorno agli anni ’20 e dalla Sicilia intorno agli anni ’50. Tra le cause che ne hanno determinato la rarefazione, culminata a cavallo degli anni ‘70, sono da menzionare la caccia (legale fino al 1971) ed il progressivo scarseggiare di prede.

Intorno agli anni ’70 il lupo ha toccato un minimo storico di circa 200-300 individui, in popolazioni solo in parte isolate tra loro e relegate nelle zone più impervie ed inaccessibili dell’Appennino, dalla Calabria fino all’Appennino tosco-romagnolo.

A partire dalla metà degli anni ‘70, le popolazioni di lupo hanno progressivamente ma costantemente recuperato l’areale perduto, grazie al ripopolamento progressivo delle montagne da parte degli ungulati selvatici (avvenuto grazie alla protezione degli habitat naturali, ma anche in seguito a programmi di ripopolamento operati dal Corpo Forestale dello Stato e dalle Associazioni venatorie), al graduale abbandono delle aree montane da parte dell’uomo, alla cessazione dei programmi di persecuzione legalizzata su larga scala (protezione legale della specie dal 1971, e rimborso dei danni all’allevamento).

La consistenza attuale del lupo in Italia oscilla intorno ai 500 individui. La sua distribuzione interessa l’intera catena appenninica, dall’Aspromonte fino alle Alpi Marittime, oltre che diverse zone collinari dell’Italia centrale e centro-settentrionale. Si ritiene che nei prossimi anni il lupo ricolonizzerà anche l’intero arco alpino, proveniendo sia dal fronte orientale che da quello occidentale (arrivando dalla Slovenia).

Nonostante le iniziative in campo legale a favore del lupo, la persecuzione diretta da parte dell’uomo costituisce ancora oggi il principale fattore di mortalità del lupo in Italia. Ogni anno vengono rinvenuti in Italia circa 60 lupi uccisi dall’uomo, di solito tramite veleno o arma da fuoco.



10 COSE DA SAPERE SUL LUPO


Il Parco Nazionale festeggia la Giornata Mondiale della Biodiversità con un video di animazione che nasce dalla volontà di fare una corretta comunicazione sul lupo. Il cartoon è stato realizzato dal Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone e dal Wolf Apennine Center del Parco Nazionale. Autore dei testi e co-produttore del video è lo scrittore Giuseppe Festa, nei cui libri - su tutti "Il passaggio dell'orso" (Salani) - il rapporto tra animali selvatici e uomo è il protagonista assoluto. I disegni sono di Francesco Barbieri, noto fumettista; mentre le voci sono di Davide Perino e Letizia Ciampa.

Importantissimo l'apporto del Wolf Apennine Center del Parco Nazionale e di alcuni esperti 'lupologi': Davide Palumbo, Marco Lucchesi, Paola Fazzi, Dario Canaccini.

Le immagini dei lupi in natura che appaiono alla fine del cartone sono di Andrea Dalpian.

A coordinare il lavoro Elisa Berti del centro Tutela Fauna Monte Adone

Il cartoon che campeggia su Facebook, in poco tempo, è diventato virale, guardatelo e buon divertimento:


The Wolf is back



I FIORI

Andare in montagna non è solo scalare, arrampicare, raggiungere vette e far fatica inutilmente. Certo può essere la motivazione principale ma per divertirsi veramente serve anche altro. Andare sulle nostre montagne significa immergersi nella natura, farsi catturare dai colori sgargianti e dai profumi intensi degli splendidi fiori che si incontrano. Appassionarsi e cercare di capire ed apprezzare ciò che ci circonda affinché ogni gita non sia solo una nuova "conquista" ma un bellissimo ricordo da conservare.

Di seguito uno slide foto di oltre 100 scatti raccolti in anni di gite e passione.

Buona visione.




Alla scoperta di un tesoro di casa nostra